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	<title>DataSecurity &#8211; Associazione ROOT APS</title>
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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>Quando i Giganti del Cloud dimenticano che l&#8217;utente è l&#8217;Hacker</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 20:22:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Un’altra storia su come i colossi tech prendono per scontato che ci si faccia i servizi da noi. Google ha infranto una promessa decennale sui dati, e noi dobbiamo chiederci se il confine tra servizio e sorveglianza è ormai scomparso.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-11322" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Quando-i-Giganti-del-Cloud-dimenticano-che-lutente-e-lHacker-1776323836.png" alt="Quando i Giganti del Cloud dimenticano che l'utente è l'Hacker" width="1024" height="480" srcset="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Quando-i-Giganti-del-Cloud-dimenticano-che-lutente-e-lHacker-1776323836.png 1024w, https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Quando-i-Giganti-del-Cloud-dimenticano-che-lutente-e-lHacker-1776323836-300x141.png 300w, https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/04/Quando-i-Giganti-del-Cloud-dimenticano-che-lutente-e-lHacker-1776323836-768x360.png 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Non c&#8217;è niente di più fastidioso, credimi, di trovare una funzione perfetta su un software open source, amarla, e poi vedere un mega-corporation che sputa fuori un servizio &#8216;simile&#8217; ma che ti fa sentire come se stessi usando il loro giaccone di sicurezza, cucito su una promessa infranta.</p>
<p>Questa è la storia di Google e il loro imminente &#8216;dérapage&#8217; sulla privacy. L&#8217;Electronic Frontier Foundation ha riportato che Google ha fornito dati di un utente (un PhD student, per essere precisi) alle autorità di immigrazione (ICE) senza nemmeno avvisarlo o dargli la possibilità di contestare la richiesta. Parliamo di un&#8217;operazione che spezza una promessa di trasparenza che, se non sbaglio, era in vigore da quasi dieci anni.</p>
<p>Vi giuro che, da parte di un tech-giant che vende la propria &#8216;visione&#8217; e l&#8217;iper-connettività, questo è un vero e proprio *bug* di protocollo morale. È come se ci avessero fornito un API utente super potente, che con la funzione di cancellazione totale, ma poi, quando hanno voglia di vedere cosa hai scritto, lo bypassano e ti fanno un dump grezzo dei tuoi dati, senza un warning e senza che tu sappia che il tuo sistema operativo è stato compromesso.</p>
<p>Per noi che siamo abituati a sbirciare nei meccanismi, a far girare un kernel su Linux che lo facciamo noi, o a scrivere un payload personalizzato in Godot o Blender, questa cosa è un brivido freddo. Ci fa pensare a quanto sia fragile la nostra sovranità digitale. Siamo educati a fidarci di sistemi centralizzati, di mega-custodi di dati che promettono sicurezza e comodità, ma la verità è che sono dei *vendor lock-in* psicologici.</p>
<p>E qui entra il mio punto da nerd maledetto: questo non è un problema di &#8216;malintesi aziendale&#8217;, è un problema di architettura di potere. Ti vendono la comodità del Cloud, e tu, con la fatica di imparare a usare un NAS o di configurare un micro-server Raspberry Pi, cedi la tua autonomia. E se questa autonomia fisica e digitale venisse requisita da un &#8216;subpoena&#8217; amministrativo, chi ci protegge? Solo il codice open, i sistemi decentralizzati e l&#8217;incazzatura comunitaria, immagino.</p>
<p>La lezione, se ci vuole imparare qualcosa da questa giostra, è che non possiamo vivere nell&#8217;illusione del servizio &#8220;gratuito&#8221;. Non è mai gratuito. È pagato con i dati, i dettagli, la possibilità di contestare, e quando pagano troppo poco, la busta paga è la nostra libertà.</p>
<p>Quindi, amici miei, riaccendete le luci sul localismo. Rivedete i vostri flussi di dati. Se un&#8217;alternativa open, magari un po&#8217; meno &#8216;instagrammabile&#8217; ma infinitamente più sicura, esiste, state pronti a migrare. Il nostro arsenale non deve essere solo fatta di schede madri e saldatori; deve anche essere fatto di conoscenza criptata e di scetticismo sano. Non lasciamoci spaventare dalla &#8220;mainstream tech&#8221;, siamo noi che dobbiamo mantenere l&#8217;hacker spirit, che è un protocollo che non si può patchare.</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://www.eff.org/deeplinks/2026/04/google-broke-its-promise-me-now-ice-has-my-data" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Google Broke Its Promise to Me. Now ICE Has My Data</a></em></p>
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