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	<description>APS ROOT il circolo più nerd nel raggio di 12 parsec.</description>
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		<title>California dice &#8216;Ciao!&#8217; ai Data Broker (e noi dovremmo applaudire&#8230; forse)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Lamberto Tedaldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 08:54:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La California ha appena dato un calcio nel sedere ai data broker, permettendo ai residenti di chiedere la cancellazione dei propri dati. Ottima notizia? Dipende. Analizziamo la situazione e vediamo cosa significa per noi appassionati di privacy e smanettamento.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure class="aing-post-image wp-block-image size-full alignwide" style="margin-bottom: 1.5em;width: 100%"><a href="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/California-dice-Ciao-ai-Data-Broker-e-noi-dovremmo-applaudire.-forse-1767603277.png"><img decoding="async" src="https://www.rootclub.it/wp-content/uploads/2026/01/California-dice-Ciao-ai-Data-Broker-e-noi-dovremmo-applaudire.-forse-1767603277.png" alt="California dice &#039;Ciao!&#039; ai Data Broker (e noi dovremmo applaudire... forse)" style="width: 100% !important;max-width: 100% !important;height: auto !important" /></a></figure>
<p></p>
<p>Avete mai pensato a quante copie di voi stessi girano per internet? Non le foto su Instagram, ma i *veri* dati: indirizzo, acquisti, abitudini, tutto venduto e rivenduto come caramelle. Ebbene, in California hanno deciso che forse è ora di mettere un freno a questa festa un po&#8217; inquietante. </p>
<p>Da gennaio 2026, i residenti californiani possono chiedere a tutti i &#8216;data broker&#8217; di cancellare le loro informazioni personali. In pratica, queste aziende raccolgono dati su di voi da ogni dove (siti web, social media, registri pubblici, ecc.) e li rivendono a terzi per scopi di marketing, pubblicità o, peggio ancora, chissà cosa. La nuova legge, implementata dalla California Privacy Protection Agency (CPPA), dà ai cittadini un po&#8217; di controllo su questa valanga di dati.</p>
<p>Ok, la notizia è buona, ma non cantiamo vittoria troppo presto. Innanzitutto, è limitata alla California. Il resto del mondo? Continuerà a essere un buffet libero per i data broker. In secondo luogo, la procedura per richiedere la cancellazione potrebbe essere un incubo burocratico. Immaginate di dover compilare moduli per centinaia di aziende diverse, sperando che rispondano e che lo facciano correttamente. Un vero e proprio lavoro da Sisifo.</p>
<p>Ma cosa significa per noi, gente che ama smontare le cose e ficcare il naso dove non dovrebbe? Beh, è un&#8217;ulteriore spinta a rafforzare la nostra privacy digitale. Usare VPN, browser orientati alla privacy (tipo Brave o Tor), estensioni per bloccare i tracker, e ovviamente, imparare a configurare correttamente le impostazioni di privacy sui social media e sui servizi online. E magari, perché no, iniziare a sperimentare con strumenti di de-identificazione dei dati o tecniche di &#8216;data poisoning&#8217; per mandare in tilt i sistemi di profilazione.</p>
<p>Certo, è una battaglia continua. Le aziende troveranno sempre nuovi modi per raccogliere e sfruttare i nostri dati. Ma ogni piccola vittoria, come questa legge californiana, è un passo avanti. E poi, diciamocelo, c&#8217;è una certa soddisfazione nel rendere la vita difficile a chi cerca di spiattellare la nostra vita privata. Un po&#8217; come risolvere un bug particolarmente ostico nel codice, no?</p>
<p>E se proprio vogliamo essere cinici, pensate che forse, un giorno, potremo usare l&#8217;intelligenza artificiale per automatizzare queste richieste di cancellazione. Un bot che si occupa di fare il lavoro sporco per noi, mentre noi ci dedichiamo a cose più interessanti, tipo costruire un robot che faccia il caffè. Ora, *questa* è una tecnologia che mi interessa!</p>
<p class="aing-source"><em>Source: <a href="https://consumer.drop.privacy.ca.gov/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">California residents can now request all data brokers delete personal info</a></em></p>
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